03.02.2026

Il sonno nella terza età: mito o realtà?

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Molti anziani raccontano: «Una volta dormivo molto meglio». In effetti, con l’avanzare dell’età il nostro ritmo del sonno cambia.

 

Cosa succede nel corpo?

  • Le fasi di sonno profondo e REM, fondamentali per il recupero fisico e mentale, si accorciano.
  • Le fasi di sonno leggero aumentano, così come i risvegli notturni causati da dolori, bisogno di urinare o problemi respiratori.
  • Anche l'equilibrio ormonale cambia: una minore produzione di melatonina e serotonina sbilancia il ritmo giorno-notte.

     

    Il risultato: gli anziani spesso si addormentano prima, si svegliano più facilmente durante la notte e fanno sonnellini pomeridiani più lunghi, il che a sua volta può compromettere il sonno notturno.

     

    Come possono gli anziani migliorare la qualità del sonno?

  • Organizzazione della giornata: l'attività fisica all'aria aperta, i contatti sociali e le attività creative aumentano il bisogno di dormire.
  • Sonnellino pomeridiano: se necessario, non più di 20 minuti.
  • Rituali serali: tè, esercizi di respirazione o musica rilassante segnalano al cervello che è ora di andare a dormire.
  • Regolarità: andare a letto e alzarsi possibilmente sempre alla stessa ora.
  • Ambiente: una camera da letto buia e tranquilla favorisce la produzione di melatonina.
  • Igiene mentale: non preoccupatevi se ogni tanto non riuscite ad addormentarvi.


 

Conclusione: con l'età il sonno cambia, ma non peggiora necessariamente. Con una routine strutturata, attività fisica, contatti sociali e rituali fissi, gli anziani possono migliorare in modo mirato la qualità del loro sonno.